Il professor Maurizio Ferraris confuterà la tesi del filosofo filosofo Byung-Chul Han, sostenendo che il desiderio non è in agonia. Il desiderio è mancanza ed è proprio questo che distingue l'anima dall'automa che invece non patisce la distanza fra ciò che è e ciò che potrebbe essere, perché ottimizza, calcola e riproduce schemi. Ferraris collega ciò anche al digitale, sottolineando come le piattaforme non eliminano il desiderio ma lo riorganizzano perché finché c'è un corpo che incomincia nel bisogno e si espone al mondo, c’è un’anima che desidera.
Maurizio Ferraris è professore ordinario di filosofia teoretica all’Università di Torino, presidente del Labont (Center for Ontology) e di Scienza Nuova. È visiting professor a Harvard, Oxford, Monaco, Bonn e Parigi, editorialista del Corriere della Sera e di Neue Zürcher Zeitung. Autore di storici programmi televisivi e di oltre 70 libri, nella sua lunga carriera ha determinato un nuovo corso di pensiero in almeno sei aree: la storia dell’ermeneutica, l’estetica (Estetica razionale), l’ontologia sociale (Documentalità), la metafisica (Nuovo realismo), l’antropologia tecnologica (Documedialità) e la filosofia dell’economia (Webfare).
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