In occasione del centenario della sua nascita e attraverso oltre venti sculture selezionate affiancate da un nucleo di disegni, il percorso espositivo ripercorre l'intera vicenda creativa di Francesco Somaini, uno dei principali scultori italiani del XX secolo, dai primi anni Cinquanta fino alle ultimissime realizzazioni agli albori del nuovo millennio.
In Somaini si esercita una costante e inesausta tensione tra natura e artificio, tra scultura e architettura, senso della storia e ricerca di nuove forme capaci di dialogare con lo spazio. La scultura è per lui uno spazio da liberare, una "lingua viva", dove è l'energia della stessa materia a generare i tempi della relazione con lo spazio. Una lingua dove graffiature, ruggini, screpolature, sono la testimonianza di quell'energia profonda dalla quale l'immagine prende corpo.
La mostra di Prato vede la presenza di alcuni capolavori assoluti dell'artista, tra i quali la monumentale Grande Ordalìa del 1963, ma anche il Grande Martirio Piagato (II versione), opera sorella di quella presente al MoMA di New York.
Accompagnata da un testo critico di Beatrice Buscaroli, l'esposizione sarà inaugurata sabato 26 settembre alle ore 17.30.
Per maggiori informazioni sull'evento e sull'opera dell'artista consultare la pagina dedicata sul sito della Galleria Open Art, organizzatrice dell'evento.