La straordinaria storia di Marian Kołodziej e delle sue memorie disegnate. Fu tra i primi deportati ad Auschwitz e riuscì a sopravvivere fino alla liberazione nel campo di Ebensee, tra gli ultimi liberati in Europa.
Il campo di Ebensee è particolarmente importante per la memoria della deportazione politica toscana e soprattutto per quella pratese: grazie allo sforzo di alcuni dei pochi sopravvissuti (Roberto Castellani e Dorval Vannini in testa) la città di Prato è gemellata da ormai quasi 40 anni con la Città di Ebensee, un impegno preso per far sì che le due comunità potessero realizzare insieme un percorso di memoria in nome dei valori della pace, della fratellanza tra i popoli, del rispetto dei diritti dell’uomo, della giustizia e della solidarietà.
Il progetto di una mostra diffusa tra il Museo della Deportazione di Prato e il Memoriale delle deportazioni di Firenze si è concretizzato grazie alla collaborazione con il Museo Statale di Auschwitz Birkenau e alla sua disponibilità al prestito di opere originali di Marian Kołodziej, mai uscite dai depositi del Museo. In Italia, infatti, è la prima occasione in cui si possono apprezzare opere originali di Kołodziej fuori dalla Polonia.